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Redditometro, partono le prime lettere per i contribuenti a rischio evasione: come difendersi?

Mediazione civile, dal 20 settembre è di nuovo obbligatoria: ecco le novità

Torna in vigore da oggi, 20 settembre 2013, l’obbligatorietà del tentativo di mediazione civile e commerciale nelle materie indicate dal nuovo comma 1-bis, dell`art. 5, del D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, come introdotto dall`art. 84 della L. 9 agosto 2013, n. 98, di conversione del D.L. 21 giugno 2013, n. 69 (c.d. "Decreto del Fare").

Dopo lo stop imposto dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n.272 del 6 dicembre 2012, che aveva dichiarato l`illegittimità costituzionale per eccesso di delega del regime obbligatorio della mediazione per diversi settori, il Governo ha deciso di ripristinarlo prevedendone la reintroduzione, ma con alcune importanti modifiche e novità.

Cosa cambia- Innanzitutto, l’obbligo sarà in vigore per un periodo sperimentale di quattro anni, al termine dei quali  il Ministero della Giustizia dovrà esaminarne i risultati e le criticità emerse. Il procedimento avrà una durata massima di 3 mesi e diventerà centrale il ruolo dell’avvocato: la sua presenza è obbligatoria e assisterà la parte fin dal primo incontro.

Ambito di applicazione- Il Decreto del Fare ha reintrodotto il tentativo di mediazione obbligatorio in materia di: condominio, diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazioni, comodato, affitto di aziende, risarcimento di danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.
Si tratta degli stessi ambiti di competenza previsti dalle norme precedenti alla sentenza della Consulta, ma due sono le novità:  l’estromissione della responsabilità da sinistri stradali, e l’inclusione accanto alla responsabilità medica di quella sanitaria.

Competenza territoriale limitata- Non è più possibile scegliere l’organismo di conciliazione su tutto il territorio italiano, ma ci si può rivolgere a un qualunque organismo di mediazione, solo se però ha sede nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia. 

L’avvocato- Rispetto ai dibattiti che si sono succeduti sul tema in questi anni è stato fatto un passo indietro, in quanto viene riconosciuto di diritto il titolo di mediatore agli avvocati, per i quali non sarà necessario frequentare lo specifico corso, ma dovranno comunque essere adeguatamente formati in materia di mediazione e potenziare la propria preparazione con percorsi di aggiornamento teorico-pratici finalizzati a conseguire questo obiettivo. Come già detto poi, gli avvocati devono assistono le parti per l’intera procedura di mediazione.

Inoltre, l’accordo di conciliazione sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo senza ulteriori passaggi (in altre parole, le parti non dovranno più rivolgersi al Tribunale per rendere esecutivo il verbale di mediazione) in quanto, con la sottoscrizione del testo, i legali ne certificherebbero la conformità alle norme imperative ed all’ordine pubblico.  In tutti gli altri casi l’accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con decreto del presidente del tribunale.



Lodo Mondadori, la Cassazione respinge il ricorso Fininvest: 541 milioni alla Cir (la sentenza)

Un’altra brutta tegola si abbatte sulla testa di Silvio Berlusconi. La terza sezione civile della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Fininvest contro la Cir di Carlo De Benedetti per il risarcimento del cosiddetto “Lodo Mondadori”, deciso dalla Corte d’Appello di Milano. Si mette fine così alla cosiddetta "battaglia di Segrate" riguardo l’acquisto della casa editrice Mondadori, che all’inizio degli anni 90 vide soccombere De Benedetti  per via di un verdetto frutto di corruzione giudiziaria. 
Il rimborso rimane confermato con un ritocco al ribasso, 541,2 milioni di euro anzichè 564,2, con un taglio di circa 23 milioni di euro.

In particolare, la Suprema Corte, nel verdetto di 185 pagine appena depositato e relativo all'udienza svoltasi lo scorso giugno, ha condiviso quasi totalmente le conclusioni dei giudici del merito, accogliendo solo uno dei motivi di ricorso presentati dalla Fininvest. Si tratta del 13esimo, ossia quello inerente il reclamo per l'eccessiva valutazione delle azioni del gruppo L'Espresso.

“La Corte accoglie il tredicesimo motivo di ricorso e rigetta i restanti motivi” si legge nel documento. “In conseguenza dell'accoglimento del tredicesimo motivo, cassa senza rinvio il capo della sentenza di appello contenente la liquidazione del danno in via equitativa come stimata nella misura del 15% del danno patrimoniale già liquidato. Conferma nel resto l'impugnata sentenza”.
La Suprema Corte, inoltre, “condanna la ricorrente al pagamento della metà delle spese di giudizio di Cassazione sostenute dalla resistente, che si liquida in complessivi euro 900.200, di cui 200 per spese, restando tra le parti compensata l'altra metà”. 

La decisione della Corte si pone poi in linea con la richiesta avanzata dal procuratore generale della Cassazione, Pasquale Fimiani, che a giugno aveva dichiarato: "Il percorso seguito dalla Corte di Appello di Milano sul Lodo Mondadori è logico e regge. E' a mio avviso necessario solo riquantificare una piccola parte del danno, che potrebbe ridurre il risarcimento per Cir di circa il 15 per cento rispetto all'importo liquidato".

Berlusconi- Nella sentenza, la Cassazione scrive anche che "la valutazione complessiva" degli "elementi ed argomenti di prova, condotta ai soli fini civilistici, di ricondurre alla società Fininvest la responsabilità del fatto corruttivo imputabile anche al dott. Berlusconi" risulta "correttamente motivata". La Suprema Corte sottolinea però che la vicenda penale del Lodo Mondadori si è ormai "irrevocabilmente" conclusa per il Cavaliere, dal momento che è stato prosciolto per prescrizione. 

In sostanza, la corruzione da parte della Fininvest del giudice romano Vittorio Metta, nella vicenda del Lodo Mondadori, ha privato la Cir “non tanto della chance di una sentenza favorevole, ma, senz'altro, della sentenza favorevole, nel senso che, con Metta non corrotto, l'impugnazione del Lodo sarebbe stata respinta”, sottolinea la Cassazione nelle motivazioni, aggiungendo altresì che questa tesi, già espressa nella sentenza di appello, “risulta conforme a diritto”.

Previti- Riguardo al ruolo di Cesare Previti, secondo la Cassazione, è corretta la “conclusione in diritto” cui è arrivata la corte d'appello, in base alla quale “l'avvocato Previti doveva ritenersi organicamente inserito nella struttura aziendale della Fininvest se non occasionalmente investito di incarichi legali conseguenti alle incombenze demandategli”. Tra queste rientravano “anche l'attività di corruzione di alcuni magistrati, allo scopo di conseguire illeciti vantaggi” per l’azienda. 


Nel corso dei tre gradi di giudizio, la sanzione  si era man mano alleggerita. In primo grado il giudice Raimondo Mesiano aveva stabilito un risarcimento di 749,9 milioni, diventati poi 564,2 in appello e 541 in via definitiva.

Concordia: lunedì inizierà l’operazione di rotazione, ma fino a primavera resterà al Giglio

"Se le condizioni meteo marine lo consentiranno, le operazioni di ribaltamento della Costa Concordia – ancora adagiata sul fianco destro di fronte al porto dell'Isola del Giglio - inizieranno alle 6 di lunedì”, 16 settembre. “In ogni caso, ogni decisione sugli interventi verrà sempre presa alle 14 del giorno precedente" durante tutti i lavori del cosiddetto parbuckling. Lo ha detto il commissario per l'emergenza Concordia, Franco Gabrielli, durante una conferenza stampa a Roma, illustrando le modalità con cui la nave verrà recuperata e riportata in posizione verticale.

La complessità del lavoro e le incertezze- “Ad oggi, 12 di settembre, il progetto autorizzato è nella sua fase 6 e andremo a renderlo esecutivo”. Per quanto sia remota la possibilità di rottura del relitto nel corso dell'operazione, i rischi maggiori per la riuscita del progetto “sono la capacità della struttura di resistere agli sforzi cui sarà sottoposta”, ha spiegato Gabrielli. “Tutti i costi dell'intervento sono a carico della Costa e delle assicurazioni, per il contribuente italiano l'operazione è a costo zero” ha aggiunto.

Lunedì “ci sarà la prova del nove e vedremo i riscontri del lavoro fatto in questi mesi. Come tutte le cose mai sperimentate prima – ha proseguito ancora- ci sono elementi di incertezza e non lo dico perchè voglio mettere le mani avanti riguardo ad eventuali conseguenze, ma solo per far capire bene di cosa stiamo parlando”.

Al Giglio fino a primavera- Le operazioni inizieranno il 16 settembre, ma la nave rimarra al Giglio "fino a primavera", ha detto il capo della protezione civile. “Era necessario fare questo lavoro adesso, già la prossima primavera sarebbe stato un problema più grosso” ha spiegato.


In sostanza, Gabrielli ha spiegato che nei prossimi mesi si porranno "due grossi problemi. Il primo sarà verificare le condizione della fiancata sommersa perché sono sconosciute, nonostante le ipotesi fatte. Questo ci darà le tempistiche. Poi cinque dei cassoni che sistemeremo sulla fiancata di dritta (quella sommersa) andranno a collidere con il fondale, quindi la nave dovrà essere sollevata di 2 metri e spostata". Sono state prese tutte le necessarie "contromisure per la sicurezza nel corso della permanenza della nave in acqua in questi mesi" ha assicurato il prefetto. Gabrielli ha però anche spiegato che sebbene si punti ad un risultato positivo, vista la "complessità del lavoro, abbiamo in testa anche varie e ulteriori opzioni".

QS World University Rankings 2013: migliorano gli atenei italiani

E’ confermato il dominio statunitense e britannico nelle classifiche internazionali dei migliori atenei del mondo, ma migliorano le posizioni delle università italiane. Secondo la classifica stilata annualmente da “QS World University Rankings”, che valuta le università di tutto il mondo secondo specifici criteri, ci sono ben 11 atenei a stelle e strisce nelle prime 20 posizioni e cinque della Gran Bretagna.
Le università che sono state prese in esame dalla Qs sono in tutto 800, 100 in più rispetto allo scorso anno.

L’università americana- Va anche detto che nonostante siano ancora ai vertici della classifica, la crisi economica ha fatto retrocedere, rispetto al 2007, 64 università americane su 83 presenti fra le top 400. Nel dettaglio, troviamo al primo posto sempre il Massachusetts Institute of Technology, che si conferma la migliore, superando anche quest’anno un altro ateneo americano, Harvard, mentre al terzo posto c’è Cambridge.

Gli atenei asiatici- Da segnalare anche l’incredibile ascesa delle università asiatiche. Il 70% dei 62 atenei asiatici presenti tra le top 400 hanno migliorato la propria posizione. La migliore è la National University of Singapore, che si classifica al 24esimo posto.

Le università italiane- A proposito dell’Italia, nonostante i tagli che da anni interessano la ricerca e l’università del nostro Paese, nella graduatoria spiccano in particolare l'Università di Bologna, Roma La Sapienza, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Milano e quella di Pisa.

Cresce quindi la qualità della ricerca nei nostri atenei. Sono ventisei in tutto le università italiane incluse nella speciale classifica: 14 di esse hanno mantenuto o migliorato il punteggio, in più ci sono quattro new entry: Milano Bicocca, Roma Tre, l'università di Brescia e quella di Verona.
L’Università di Bologna è in cima alla classifica nazionale, ma si trova comunque solo al 188° posto, in salita però rispetto al 194° posto dello scorso anno.Al secondo posto troviamo La Sapienza di Roma, che sale al 196esimo posto, mentre nel 2012 era al 216°. Al terzo posto il Politecnico di Milano, che si classifica 230esimo, mentre lo scorso anno era al posto 244. A seguire l’Università degli Studi di Milano (al posto 235, nel 2102 era al 256) e quinta l’Università di Pisa (259esimo posto, era al 314° nel 2012).


I commenti- "Un risultato positivo nonostante i tagli alle risorse che da anni colpiscono gli atenei italiani”, spiega Andrea Lenzi, presidente del Consiglio Universitario Nazionale. “Sebbene l'apparente scarsa attenzione dedicata all’innovazione e all’alta formazione da parte della politica”, continua Lenzi, l’università “ha mantenuto ed addirittura migliorato le sue perfomance in questa lista di ranking. D'altra parte anche nei recenti dati della VQR, gestita dall'Anvur, la valutazione del confronto internazionale della università italiana aveva dimostrato l'ottimo risultato della nostra ricerca nei campi tecnologici e bio-medici". 

Rassegna di giurisprudenza civile - avviso di accertamento ante tempus



ABSTRACT: Le Sezioni Unite, risolvendo un contrasto giurisprudenziale, hanno deciso che l'inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento, previsto dall'art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000, n. 212, decorrente dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, comporta l'illegittimità dell'atto impositivo emesso ante tempus, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza.



Redditometro, partono le prime lettere per i contribuenti a rischio evasione: come difendersi?

Il redditometro è già entrato in vigore, e come preannunciato, sono quasi pronte anche le lettere con i questionari per i contribuenti considerati dall’Agenzia delle Entrate a maggior rischio evasione.

Partiranno infatti dalla prossima settimana i controlli veri e propri legati al nuovo redditometro. Proprio in queste ultime ore gli uffici delle Entrate stanno portando a termine le “liste selettive” dei contribuenti che oltrepassano di gran lunga il 20% di tolleranza, previsto dalla normativa, tra reddito dichiarato e spese certe nell’anno di imposta 2009. Non verranno prese in considerazione le medie Istat. Pertanto, i criteri che verranno considerati saranno “situazioni e fatti certi”, “la concreta disponibilità di beni di cui l’amministrazione possiede informazioni” e il “reddito complessivo dichiarato dalla famiglia”.

Sono circa 35mila gli accertamenti fiscali che l’Amministrazione finanziaria conta di effettuare entro la fine dell’anno, quindi, è previsto, in media, un invio di almeno 40mila questionari.

Il principio su cui si fonda il nuovo redditometro è che “ tutto quanto è stato speso nel periodo d’imposta sia stato finanziato con redditi del periodo medesimo, ferma restando la possibilità per il contribuente di provare che le spese sono state finanziate con altri mezzi”.

Ecco come funziona.

Nella prima fase, dopo aver ricevuto il questionario, che invita a fornire giustificazioni sulle incongruenze riscontrate, il contribuente ha 15 giorni di tempo, a partire dalla notifica, per rispondere al Fisco, ma può comunque chiedere il differimento con formale e motivata richiesta. Comunque sia, rispondere conviene, anche perché in caso contrario può scattare una sanzione da 258 a 2.065 euro, oltre all’impossibilità di utilizzare poi, in fase difensiva, i dati che giustificano la corretta provenienza delle somme spese.



Cosa contiene il questionario? 

Ariel Castro, il “mostro di Cleveland” si è ucciso in carcere

Ariel Castro, meglio noto come il mostro di Cleveland, è stato trovato morto in carcere. L’uomo, che per quasi dieci anni aveva tenuto prigioniere nello scantinato della propria abitazione tre donne, sottoponendole a violenze sessuali e sevizie di ogni tipo, si è impiccato nella sua cella al Correctional Reception Center di Orient, in Ohio. Lo riporta la stampa americana.

Castro, 53 anni, è stato trovato senza vita nella sua cella verso le 21:20 di ieri ora locale (le 3:20 di oggi in Italia). I medici del carcere hanno tentato la rianimazione, ma senza risultato: trasportato quindi all'Ohio State University Wexner Medical Center, l’uomo è stato dichiarato morto alle 22:52. Il portavoce del dipartimento di Riabilitazione e correzione dell’Ohio ha confermato che Castro è morto suicida.

Condannato il primo agosto all’ergastolo più 1.000 anni di prigione per rapimento, stupro e sequestro di persona per un totale di 937 capi d’accusa, il mostro dell’Ohio aveva accettato di patteggiare per i reati di rapimento e omicidio aggravato, escludendo così l’eventualità di una sua condanna alla pena di morte. Ariel Castro, ex austista di scuolabus, aveva scontato solo un mese di carcere ed era detenuto in un’unità di isolamento per la sua stessa incolumità. Gli agenti avevano il compito di monitorarlo ogni 30 minuti.


Le tre donne rapite da Castro, Amanda Berry, Michelle Knight e Gina DeJesus, vennero sequestrate separatamente fra il 2002 e il 2004 e sono state liberate dalla polizia il 6 maggio scorso, solo quando Amanda riuscì inaspettatamente a fuggire e a chiedere aiuto.  La donna aveva cominciato a urlare e le sue grida erano state sentite da un vicino Charles Ramsey, che avvisando la polizia tempestivamente riuscì a metter fine a quest’incubo e a far liberare finalmente i tre ostaggi. 

Come chiedere un rimborso al Fisco? Lo spiega un video su YouTube

Non è più problema chiedere un rimborso al Fisco grazie alle indicazioni presenti sul canale YouTube dell’Agenzia delle Entrate, fornite in modo semplice e immediato. “Come richiedere un rimborso” è il titolo del nuovo filmato presente da ieri su Entrate in Video (canale che conta oltre 500.000 visualizzazioni ed oltre 2.000 iscritti), che spiega nel dettaglio ai contribuenti come richiedere il rimborso delle imposte versate in più rispetto a quanto dovuto.

Il video è stato realizzato a costo zero ed è accessibile gratuitamente a tutti grazie all'utilizzo di sottotitoli in italiano e nelle principali lingue straniere, spiega l’Agenzia nel comunicato stampa diffuso ieri.
Come chiedere e ottenere un rimborso

Nella prima parte del video un funzionario dell'Agenzia aiuta il contribuente a distinguere tra i “rimborsi da dichiarazione”,e quindi spiega come comportarsi quando il rimborso risulta direttamente dalla dichiarazione dei redditi, e “rimborsi su istanza”, in tutte le altre ipotesi in cui e' necessario presentare un'apposita domanda.


Nel caso in cui il contribuente presenti il modello Unico, dovrà compilare il quadro RX per chiedere il rimborso. In alternativa potrà anche riportare il credito all’anno successivo oppure compensarlo con altre imposte.  Chi presenta il 730, invece, potrà ricevere il rimborso direttamente in busta paga: a partire da luglio se e' un lavoratore dipendente, mese di agosto o settembre se è un pensionato. In tutti gli altri casi, basterà presentare una domanda in carta semplice all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate competente base al domicilio fiscale (o, per le imposte indirette, all'ufficio dove è stato registrato l'atto o la dichiarazione di successione): l'istanza dovrà essere motivata e completa di tutta la documentazione utile a provare il diritto al rimborso. 

Sentenza Mediaset, depositate le motivazioni: “Berlusconi ideatore di sistemi illeciti” (il testo)

E’ stato Silvio Berlusconi ad ideare il sistema per evadere il fisco. Lo hanno scritto i giudici della Corte di Cassazione nella motivazioni della sentenza n. 35729/13, che ha confermato la condanna per il leader del Pdl, lo scorso primo agosto, a quattro anni per frode fiscale nell’ambito del processo diritti Tv Mediaset.  Riguardo alla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, fissata in 5 anni dai giudici del merito, la Suprema Corte aveva invece deciso di rinviare la sentenza di II grado ad un’altra sezione della Corte d'appello affinchè venga rideterminata.

Ideatore di sistemi illeciti- Silvio Berlusconi non sarebbe stato altro che l’“ideatore del meccanismo del “giro” dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo”.

Depositate poco dopo le 12, le motivazioni della sentenza, che si compone di 208 pagine, sono state firmate da tutto il collegio dei giudici della Cassazione e non solo dal relatore, come è consuetudine. Si tratta di Amedeo Franco, Claudio D’Isa, Ercole Aprile, Giuseppe De Marzo, a cui segue la firma del presidente Antonio Esposito. Secondo la Cassazione, infatti, é “pacifica e diretta riferibilità a Berlusconi della ideazione, creazione e sviluppo del sistema che consentiva la disponibilità del denaro separato da Fininvest e occulto”.

I giudici, riesaminando tutti i motivi di ricorso presentati dai legali, nonchè le motivazioni dei pronunciamenti dei giudici di primo e secondo grado e confermando quindi le loro conclusioni, sostengono che Berlusconi, “conoscendo perfettamente il meccanismo, ha lasciato che tutto proseguisse inalterato, mantenendo nelle posizione strategiche i soggetti dal lui scelti che continuavano a occuparsi della gestione in modo da consentire la perdurante lievitazione dei costi di Mediaset a fini di evasione fiscale”.


"Responsabile anche dopo la dismissione delle cariche". I personaggi chiave della vicenda Mediaset sono stati "mantenuti sostanzialmente nelle posizioni cruciali anche dopo la dismissione delle cariche sociali da parte di Berlusconi e in continuativo contatto diretto con lui". Per cui "la mancanza in capo a Berlusconi di poteri gestori e di posizione di garanzia nella società non è dato ostativo al riconoscimento della sua responsabilità", si legge ancora nella sentenza.

Nuovo redditometro al via, iniziano i primi controlli

Dopo settimane di prova, è entrato in vigore ieri, 19 agosto, il nuovo redditometro. Sono terminati infatti gli ultimi test che hanno dato esito positivo sulla funzionalità delle interconnessioni fra le 128 banche dati: da esse il software dell’Agenzia delle Entrate prenderà i dati necessari per effettuare i riscontri sui redditi dei contribuenti.

 

Da subito, quindi, lo strumento sarà in grado di generare la prima lista di potenziali evasori fiscali, che sembrano essere 35 mila, i quali potrebbero ricevere, già a settembre, l’invito da parte dell’Agenzia a presentarsi nei suoi uffici per dare conto di come abbiano effettuato le spese rilevate in relazione al reddito che hanno dichiarato.

 

L’Agenzia delle Entrate ha poi diffuso nei giorni scorsi la circolare con le istruzioni operative del nuovo accertamento sintetico.

 

Nella selezione dei contribuenti a maggior rischio di evasione, l’Amministrazione finanziaria prenderà in considerazione solo spese e dati “certi”, presenti in Anagrafe tributaria o nella dichiarazione dei redditi, e non terrà conto delle spese medie Istat.

 


Il nuovo metodo di ricostruzione del reddito si applica agli accertamenti relativi ai redditi dichiarati a partire dal 2009, mentre per quelli precedenti valgono le vecchie regole. Il nuovo redditometro non applica coefficienti alle singole voci, ma la spesa vale per il suo ammontare.


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Il Decreto del Fare è legge: ecco il testo definitivo approvato

E’ arrivato il via libera definitivo al decreto del fare. Nell'ultimo giorno di lavori prima della sosta estiva, la Camera dei Deputati ha approvato in terza lettura il provvedimento “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 giugno 2013,n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”.con 319 si, 110 no e 2 astenuti, che ora è legge. Sel, Movimento cinque stelle e Lega Nord hanno votato contro

Misure- Sono numerose le misure contenute nella legge, che è composta da oltre 100 articoli. Ecco quali sono le principali: edilizia (accesso più facile al fondo di garanzia delle pmi, burocrazia zero e agevolazioni per l'acquisto di nuovi macchinari); infrastrutture (sblocca cantieri e sicurezza stradale); edilizia (ristrutturazioni nelle città e semplificazioni); agenda digitale (nuova governance e wi-fi libero); semplificazione fiscale (responsabilità fiscale delle imprese e pignorabilità delle proprietà immobiliari).

Diverse norme sono state cancellate o modificate nei passaggi tra Camera e Senato. Un esempio è dato dal durt, che è nato alla Camera e già morto al Senato. Le norme per accedere ai concorsi di magistratura, invece, attraverso degli stage ad hoc, sono state in un primo momento incrementate e poi cancellate. Anche la norma sul tetto agli stipendi dei manager, che nella sua versione definitiva prevede un taglio del 25% agli stipendi dei manager delle società pubbliche, ha avuto un percorso assai travagliato.

Reazioni – E’ "un passo importante" perché il provvedimento "aiuta a far ripartire le politiche industriali" ha commentato il premier Enrico Letta. Soddisfatti anche i partiti che compongono la maggioranza di governo. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha dichiarato: "E' una legge che contribuirà a migliorare e semplificare la vita delle famiglie e delle imprese e che aiuterà la crescita dell'Italia anche dando precisi segnali di equità e giustizia sociale". 

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Formazione a distanza e comunicazione interattiva: intervista ad Emanuele Pucci, AD di Teleskill


In un contesto di mercato sempre più globalizzato e competitivo, la mancanza di tempo e la scarsità di risorse da investire (anche a causa della crisi economica che incombe su aziende e professionisti), non sempre riescono a conciliarsi con l’impellente necessità di aggiornamento continuo e miglioramento delle proprie competenze. Grazie alla tecnologia oggi è però possibile risparmiare tempo e costi e migliorare notevolmente l’organizzazione complessiva del lavoro aziendale, anche da un punto di vista qualitativo. In che modo? Attraverso la formazione a distanza, una soluzione valida e sostenibile non solo per le aziende che desiderano investire nei propri dipendenti, ma anche per chi lavora come consulente o come libero professionista (avvocati, commercialisti, manager ecc.). Oggi l’e-learning, che sta prendendo sempre più piede anche in Italia e che si è evoluta di recente in e-learning di terza generazione (o 2.0), costituisce una leva strategica di fondamentale importanza nella competizione tra aziende e per la crescita personale e professionale delle persone, che hanno bisogno di sentirsi protette e valorizzate nell’ambiente di lavoro. Pertanto, diventa di vitale importanza per il benessere dell’azienda, soprattutto in un momento delicato come quello attuale, anche l’utilizzo di applicazioni tecnologiche quali la videoconferenza, che consente di relazionarsi con colleghi fisicamente lontani e clienti sparsi in tutto il mondo e può portare quindi vantaggi notevoli, anche in termini di produttività.

Per approfondire tali tematiche, CorriereInformazione.it ha incontrato Emanuele Pucci, AD di Teleskill Italia, specializzato in Qualità Aziendale, Controllo e Finanza, Formazione e dottore commercialista. Società attiva dal 1999, Teleskill si occupa di progettazione, sviluppo e realizzazione di soluzioni informatiche ed esercizio di servizi applicativi che spaziano dall’aggiornamento professionale alla formazione a distanza, dalla comunicazione all’assistenza post vendita, dal customer care  alla mediazione civile online.

1-Dott. Pucci, cosa fa della sua azienda una realtà diversa dalle altre? Quali sono i vostri punti di forza?

“La risposta ha molto a che fare con la nostra storia. Ci occupiamo di innovazione digitale da sempre e tutta l’architettura dell’azienda è finalizzata a creare sempre nuove soluzioni, in stretto contatto con quelle che sono le esigenze del mercato. Quando uso questo termine, “esigenze del mercato”, non parlo di studi o ricerche astratti, ma di lavoro concreto, effettuato giorno per giorno accanto ai clienti di ogni tipo, affinando e migliorando le soluzioni informatiche in base a precise indicazioni. Siamo proprietari di tutte le soluzioni che proponiamo e questo ci conferisce una grande flessibilità e adattabilità a scenari diversi. Oltre a una logica commerciale, che è propria di ogni impresa, ci interessa migliorare il mondo digitale nel suo contesto, crediamo nella condivisione e nella partecipazione. Lo sviluppo di una soluzione Teleskill espressamente per Moodle, la piattaforma e-learning più utilizzata in Italia, ne è un classico esempio.
I nostri punti di forza sono rappresentati da un team solido e affiatato, da un continuo investimento in risorse umane dedicate ai clienti, dalla nostra esperienza maturata negli ultimi anni a livello internazionale e dalla capacità di rilasciare versioni e sviluppi ad hoc su richiesta dell’azienda committente”.

2-Considerando che il nostro è un mondo sempre più digitale, crede che si possa dire lo stesso anche per la trasmissione della conoscenza e dell'esperienza?

“Sì, indubbiamente. Siamo stati tra i primi in Italia a occuparci di formazione a distanza, un settore in cui investiamo tutt’oggi parecchie energie. La trasmissione di conoscenza in formato digitale è quindi possibile e sarà sempre più necessaria in futuro. Non si tratta di sostituire questa formazione all’esperienza “dal vivo”, ma di integrarla a questa modalità, come ad esempio sta accadendo da qualche mese in una scuola romana, l’Istituto Sacro Cuore Trinità dei Monti. Grazie a una nostra soluzione, Teleskill Live, gli alunni possono partecipare a lezioni con docenti di altri Paesi e interagire con loro, come se fossero nella stessa aula. E questo vale anche per la condivisione dell’esperienza e di tutte quelle specificità aziendali che sono patrimoni di alcuni dipendenti. Con Teleskill, l’azienda potrebbe realizzare video pillole formative o esperenziali che, grazie a noi, è facile trasformare in strumenti formativi per tutti i collaboratori”.

3- Quali sono i punti critici o le possibili storture o debolezze della formazione a distanza?

“Se i contenuti sono validi e ben organizzati non ci sono punti critici, né debolezze. La formazione a distanza è utilizzata da validissime Università di tutto il mondo. È chiaro che è un settore in cui si trova di tutto e qualcuno può essere rimasto deluso da esperienze precedenti. In Teleskill cerchiamo di creare i corsi in stretta e costante collaborazione con i docenti e abbiamo mezzi per renderli il più interattivi possibili. Con quello che noi chiamiamo Teleskill e-learning 2.0 si può organizzare un percorso formativo a partire anche, o solo, da contenuti autoprodotti dall’utente: un video, una presentazione powerpoint, la registrazione di una videoconferenza, tanto per fare qualche esempio. Il tutto può poi essere integrato a moduli di formazione a distanza tradizionali e creare un percorso formativo misto con moduli e-learning registrati (on-demand) e attività di classe virtuale in diretta. Insomma, di ogni allievo si può avere una scheda formativa completa e facilmente analizzabile”.

4-In cosa consiste l’“e-learning 2.0” e in cosa si differenzia dalla formazione a distanza tradizionale? Può essere utile a professionisti, aziende e Pmi? In che modo?

“L’e-learning 2.0, o open e-learning, o ancora social e-learning come lo chiamano altri, differisce dalla formazione a distanza tradizionale proprio per questa capacità di produrre contenuti in modo autonomo. Ciò si rende sempre più necessario perché i contenuti, spesso, invecchiano e ricreare tutto il corso di formazione a distanza può diventare costoso, o prendere troppo tempo. Ecco, noi ci occupiamo proprio di questo: di rendere più liberi gli utenti di poter aggiornare continuamente e autonomamente i loro corsi, a tutto vantaggio degli alunni e della qualità dei contenuti.

È chiaro che l’e-learning 2.0 è di grande interesse non solo per i formatori. Necessità di aggiornamento e formazione sono oggi sempre più necessarie anche nel marketing, nelle vendite e in altri settori della vita aziendale. Per questo credo che possa interessare anche le PMI che sempre più hanno bisogno di condividere informazioni con la rete vendita, ad esempio, o di creare quella cultura aziendale che è il vero patrimonio di un’impresa”.

PMI e lavoro tra le priorità del governo Letta: intervista a Vincenzo Elifani, vice presidente di Confapi

Rinvio dell’IVA e conferma della sospensione dell’IMU. Decreto del fare, tassello importante dell'operazione di rilancio dell'economia, che tra le varie misure prevede semplificazioni per le imprese, il lavoro e la burocrazia. Decreto lavoro, approvato dal Consiglio dei Ministri (e pubblicato in GU n. 150 del 28-6-2013), con nuove importanti misure, a cominciare dagli sgravi per le nuove assunzioni (dei giovani e non solo). Decreto sui pagamenti alle imprese (convertito in legge e pubblicato in GU n.132 del 7-6-2013), che sblocca i primi 40 miliardi per le Pubbliche Amministrazioni ancora insolventi nei confronti di prestatori d’opera o di servizi. Sono tanti i provvedimenti urgenti varati in questi giorni dal governo Letta, che come tali fanno capire quali siano le priorità per il nostro Paese. Imprese e lavoro sono in cima alla lista, tanto che la determinazione del premier Letta ha fatto sì che l’occupazione giovanile e il finanziamento all’economia, in particolare per le PMI, siano state al centro dell’attenzione del Consiglio europeo, che si è svolto in questi giorni a Bruxelles.

Di tutto questo parliamo con il dottor Vincenzo Elifani, Vice Presidente nazionale di CONFAPI (Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria privata), presidente di CONFAPI LAZIO e presidente di UNIONSERVIZI CONFAPI, che ci aiuterà a capire quali siano le prospettive future per le PMI italiane.

1 - Dott. Elifani, come giudica l’operato di questo governo di larghe intese? Sta andando nella direzione giusta?

“Mi sembra di sì. Questo Governo è l’espressione dalle parti più moderate e costruttive del nostro Paese e se persegue la strada delle riforme liberali può fare uscire l’Italia dalla crisi economica finanziaria e culturale in cui si è venuta a trovare. C’è bisogno, però, di una pubblica amministrazione meno sprecona, con più meritocrazia e una maggiore attenzione alle responsabilità personali, di un sistema economico con maggiore libertà d’impresa e meno ostacoli burocratici, di un fisco più celere e meno gravoso per le imprese e le famiglie, di una giustizia più veloce ed equilibrata, di una legge elettorale che - pur garantendo una rappresentanza politica scelta direttamente dagli elettori, e non dalla segreteria di partito - assicuri stabilità e governabilità del Paese. Insomma, ci sono tante cose importanti da fare, per questo bisognerebbe lasciar lavorare il Governo con serenità, senza minacciare di farlo cadere per le solite piccole questioni di partito o di casta”.

2- La tanto attesa modifica della riforma Fornero è stata attuata: in base ai calcoli dell’Istat e a quanto sostiene il ministro Giovannini, con meno carico fiscale sulle imprese si avranno 200 mila posti in più e la disoccupazione giovanile scenderà dal 25 al 23%. Economisti, politici ed analisti speravano in misure più significative. Qual è la sua opinione in merito?


“Credo si stia cercando di mettere rimedio a quanto di sbagliato è stato fatto con la Riforma Fornero. Pensare di restringere la flessibilità all’ingresso al mercato del lavoro in un momento di crisi economica come quello che l’Italia stava e sta attraversando è stato un colossale errore cui si sta ponendo rimedio solo adesso ridando vigore ai contratti a tempo determinato, all’apprendistato e ai tirocini. A mio avviso, occorre liberalizzere maggiormente anche l’uscita dal mercato del lavoro, perché solo così le imprese non avranno alibi a non assumere e sarà facilitata la ripresa produttiva e il calo della disoccupazione. Ma per questo tipo di interventi ci vuole tanto coraggio e una visione lungimirante non comune, che purtroppo ancora manca ai nostri politici”.