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Redditometro, partono le prime lettere per i contribuenti a rischio evasione: come difendersi?

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Redditometro e moral suasion: lettere dell’Agenzia Entrate ai contribuenti per verificare le spese

Dopo ritardi, sentenze contrarie, polemiche e correzioni, pare che il nuovo redditometro stia finalmente per debuttare. A breve sarà diffusa la tanto attesa circolare esplicativa dell’Agenzia delle Entrate, la cui pubblicazione rappresenterà, di fatto, il momento di partenza per l'avvio dei controlli sui 35 mila contribuenti selezionati.

Nel frattempo, torna lo strumento della moral suasion. Dall’inizio di giugno, infatti, decine di migliaia di contribuenti stanno ricevendo le prime lettere dell'Agenzia delle Entrate con l'invito a verificare la compatibilità di alcune voci di spesa con l'ammontare del proprio reddito dichiarato per l'anno 2011.

La lettera- L'obiettivo del Fisco, attraverso la missiva, che ha un semplice scopo informativo e non presuppone un obbligo di risposta, è di stimolare la compliance, spiega Italia Oggi, riportando la tipologia di spese risultanti in Anagrafe tributaria e “apparentemente non compatibili con i redditi dichiarati”.
Un aspetto importante ma ormai chiaro è che lo strumento di controllo fiscale è stato studiato per contrastare la grande evasione: quindi al vaglio della verifica dell’Agenzia delle Entrate saranno tutte le persone fisiche e giuridiche che presenteranno nelle dichiarazioni rese grandi difformità  tra entrate ed uscite. Potranno stare tranquilli i piccoli risparmiatori, come ha assicurato il direttore delle Entrate Attilio Befera.
In sostanza, insieme alla lettera viene allegato un prospetto con tutte le spese note all'Agenzia, a partire dal quale il contribuente potrà verificare l'eventuale incompatibilità. Ricordiamo che da quest'anno è possibile fare questa verifica, a scopo indicativo, anche grazie al Redditest, il nuovo strumento di autodiagnosi a disposizione dei contribuenti.



Redditometro, il Tribunale di Napoli lo boccia perché invade la privacy del contribuente


Bocciato il redditometro. Appena presentato, lo strumento di accertamento sintetico a disposizione del Fisco per combattere l’evasione fiscale rischia di “morire” prima ancora di entrare a pieno regime, perchè non può sacrificare la sfera privata del singolo cittadino. E’ quanto ha stabilito una sentenza della sezione di Pozzuoli del tribunale di Napoli che ha accolto in 9 pagine il ricorso di un contribuente che non voleva che "l'Agenzia delle Entrate venisse a conoscenza di ogni singolo aspetto della propria vita privata".

Per il magistrato il redditometro "determina la soppressione definitiva del diritto del contribuente e della sua famiglia ad avere una vita privata, a poter gestire il proprio denaro, a essere quindi libero nelle proprie determinazioni senza dover essere sottoposto a invadenza del potere esecutivo, senza dover  dare spiegazioni  dell'utilizzo della propria autonomia e senza dover subire intrusioni anche su aspetti delicatissimi della vita privata quali la spesa farmaceutica, l'educazione e mantenimento della prole, la propria vita sessuale".

Il pensionato, assistito dall’avvocato Roberto Buonanno, ha lamentato che attraverso il monitoraggio delle spese si possono conoscere anche gli aspetti più privati della vita del singolo cittadino, includendo anche le spese per cure mediche. Inoltre, il redditometro finirebbe per passare al setaccio anche le spese per soggetti diversi dal contribuente. 

Il giudice Antonio Lepre ha ritenuto fondate le sue ragioni, ordinando anche la cancellazione dei dati acquisiti. Il giudice ha infatti ordinato di "non intraprendere alcuna ricognizione, archiviazione, o comunque attività di conoscenza sull'archiviazione dei dati" del contribuente che ha presentato il ricorso, "cessarla se iniziata" e di "distruggere tutti i relativi archivi". 

Redditometro, oltre 100 voci di spesa sotto la lente del Fisco


Era stato già detto quasi tutto, eppure da quando è uscito in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo del nuovo redditometro, lo strumento di accertamento sintetico a disposizione del Fisco per combattere l’evasione fiscale, piovono critiche e polemiche di vario tipo, più o meno plausibili. In grado di valutare la rispondenza tra dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche e tenore di vita, il redditometro entrerà a pieno regime da marzo, per essere applicato agli anni d'imposta a decorrere dal 2009.  Farà uso di oltre 100 voci di spesa che assurgono a indici di capacità contributiva, ossia certificano la corrispondenza tra spese sostenute e reddito dichiarato dal contribuente. Il Decreto individua “il contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva sulla base del quale (….) può essere fondata la determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche” (art.1, comma 1). In sostanza, indica quali sono le spese degne di attenzione, da confrontare con i redditi dichiarati, per comprendere se il contribuente ha avuto un tenore di vita adeguato a quanto esposto o se è necessario effettuare approfondimenti (nel caso vi fossero uscite significativamente superiori).


Gli elementi indicativi di capacità contributiva (tabella A allegata al decreto), sono suddivisi in due macro categorie (consumi e investimenti) e comprendono la quasi totalità degli aspetti della vita quotidiana: dall’abitazione alla sanità, dai trasporti all’istruzione, dalle spese sostenute per i giochi, abbonamenti tv, attività sportive e culturali, ai costi per l’acquisto di beni mobili più o meno durevoli (elettrodomestici e arredi, cibo e abbigliamento) fino a quelli per il benessere.