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Mediazione civile, dal 20 settembre è di nuovo obbligatoria: ecco le novità

Torna in vigore da oggi, 20 settembre 2013, l’obbligatorietà del tentativo di mediazione civile e commerciale nelle materie indicate dal nuovo comma 1-bis, dell`art. 5, del D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, come introdotto dall`art. 84 della L. 9 agosto 2013, n. 98, di conversione del D.L. 21 giugno 2013, n. 69 (c.d. "Decreto del Fare").

Dopo lo stop imposto dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n.272 del 6 dicembre 2012, che aveva dichiarato l`illegittimità costituzionale per eccesso di delega del regime obbligatorio della mediazione per diversi settori, il Governo ha deciso di ripristinarlo prevedendone la reintroduzione, ma con alcune importanti modifiche e novità.

Cosa cambia- Innanzitutto, l’obbligo sarà in vigore per un periodo sperimentale di quattro anni, al termine dei quali  il Ministero della Giustizia dovrà esaminarne i risultati e le criticità emerse. Il procedimento avrà una durata massima di 3 mesi e diventerà centrale il ruolo dell’avvocato: la sua presenza è obbligatoria e assisterà la parte fin dal primo incontro.

Ambito di applicazione- Il Decreto del Fare ha reintrodotto il tentativo di mediazione obbligatorio in materia di: condominio, diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazioni, comodato, affitto di aziende, risarcimento di danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.
Si tratta degli stessi ambiti di competenza previsti dalle norme precedenti alla sentenza della Consulta, ma due sono le novità:  l’estromissione della responsabilità da sinistri stradali, e l’inclusione accanto alla responsabilità medica di quella sanitaria.

Competenza territoriale limitata- Non è più possibile scegliere l’organismo di conciliazione su tutto il territorio italiano, ma ci si può rivolgere a un qualunque organismo di mediazione, solo se però ha sede nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia. 

L’avvocato- Rispetto ai dibattiti che si sono succeduti sul tema in questi anni è stato fatto un passo indietro, in quanto viene riconosciuto di diritto il titolo di mediatore agli avvocati, per i quali non sarà necessario frequentare lo specifico corso, ma dovranno comunque essere adeguatamente formati in materia di mediazione e potenziare la propria preparazione con percorsi di aggiornamento teorico-pratici finalizzati a conseguire questo obiettivo. Come già detto poi, gli avvocati devono assistono le parti per l’intera procedura di mediazione.

Inoltre, l’accordo di conciliazione sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo senza ulteriori passaggi (in altre parole, le parti non dovranno più rivolgersi al Tribunale per rendere esecutivo il verbale di mediazione) in quanto, con la sottoscrizione del testo, i legali ne certificherebbero la conformità alle norme imperative ed all’ordine pubblico.  In tutti gli altri casi l’accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con decreto del presidente del tribunale.



Il Decreto del Fare è legge: ecco il testo definitivo approvato

E’ arrivato il via libera definitivo al decreto del fare. Nell'ultimo giorno di lavori prima della sosta estiva, la Camera dei Deputati ha approvato in terza lettura il provvedimento “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 giugno 2013,n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”.con 319 si, 110 no e 2 astenuti, che ora è legge. Sel, Movimento cinque stelle e Lega Nord hanno votato contro

Misure- Sono numerose le misure contenute nella legge, che è composta da oltre 100 articoli. Ecco quali sono le principali: edilizia (accesso più facile al fondo di garanzia delle pmi, burocrazia zero e agevolazioni per l'acquisto di nuovi macchinari); infrastrutture (sblocca cantieri e sicurezza stradale); edilizia (ristrutturazioni nelle città e semplificazioni); agenda digitale (nuova governance e wi-fi libero); semplificazione fiscale (responsabilità fiscale delle imprese e pignorabilità delle proprietà immobiliari).

Diverse norme sono state cancellate o modificate nei passaggi tra Camera e Senato. Un esempio è dato dal durt, che è nato alla Camera e già morto al Senato. Le norme per accedere ai concorsi di magistratura, invece, attraverso degli stage ad hoc, sono state in un primo momento incrementate e poi cancellate. Anche la norma sul tetto agli stipendi dei manager, che nella sua versione definitiva prevede un taglio del 25% agli stipendi dei manager delle società pubbliche, ha avuto un percorso assai travagliato.

Reazioni – E’ "un passo importante" perché il provvedimento "aiuta a far ripartire le politiche industriali" ha commentato il premier Enrico Letta. Soddisfatti anche i partiti che compongono la maggioranza di governo. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha dichiarato: "E' una legge che contribuirà a migliorare e semplificare la vita delle famiglie e delle imprese e che aiuterà la crescita dell'Italia anche dando precisi segnali di equità e giustizia sociale". 

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