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Napolitano a San Vittore: “la situazione delle carceri è gravissima”


"Nessuna parte vorrà negare gravità ed emergenza della questione carceraria", tuona il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso della sua visita al carcere milanese di San Vittore. Non usa mezzi termini e va dritto al punto, sottolineando come la situazione delle carceri italiane non consenta lo spazio vitale garantito: “la situazione delle nostre carceri è gravissima, la Corte europea ha ragione. Su questo tema c'è in gioco l'onore dell'Italia". Infatti, "nonostante l'incremento di 3.065 posti carcere il divario fra la capienza degli istituti e il numero dei detenuti resta intollerabilmente elevato".
Non è la prima volta che il Capo dello Stato denuncia l’insostenibilità della condizione delle carceri, pertanto” avrei auspicato che quegli appelli fossero stati accolti in maniera maggiore", ha aggiunto.
Lo Stato non rispetta la Costituzione- "La mancata attuazione delle regole penitenziarie europee conferma la perdurante incapacità del nostro Stato a realizzare un sistema rispettoso del dettato dell'artico 27 della Costituzione sulla funzione rieducativa della pena e sul senso di umanità", ha sottolineato Napolitano.
Detto in altre parole, dopo aver premesso di non volere in alcun modo"interferire" sulle strade da scegliere in materia di legislazione penale e di politica penitenziaria, il Capo dello Stato ha ricordato che "il sovraffollamento, le condizioni di vita degradanti, i numerosi episodi di violenza e di autolesionismo, le condotte di inquieta insofferenza e di triste indifferenza sempre più diffuse tra i reclusi, la mancata attuazione dunque delle regole penitenziarie europee", dimostrano non solo che lo Stato italiano non riesca ad attuare l'art.27 della Costituzione, ma anche che il concetto della rieducazione del detenuto sia ben lontano dall'essere attuato.


Eurispes, cala la fiducia degli italiani nelle istituzioni e nellapolitica: giù anche il Quirinale

napolitano
Persino il Quirinale dovrà fare i conti con una forte crisi di fiducia tra i cittadini. Un calo di ben 18 punti (dal 62,1% al 44,7%). E’ quanto sostiene l'ultimo “Rapporto Italia” dell’Eurispes, una ricerca condotta tramite questionari a metà gennaio 2013, di cui è stata fornita un'anticipazione e che sarà presentata il 31 gennaio alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dal suo presidente Gian Maria Fara. Questo è il dato che colpisce maggiormente, in quanto il capo dello stato, istituzione da sempre apprezzata dai cittadini, viene considerato solitamente un punto di riferimento, soprattutto nei momenti di difficoltà per la politica. "Siamo di fronte a una insoddisfazione che non ha precedenti nella storia recente italiana “ sostiene Fara. Dall’ Eurispes fanno sapere che “ancora non è chiaro se il Capo dello Stato sia entrato nella spirale della sfiducia, ormai strutturale, che gli italiani nutrono nei confronti dell'intero sistema politico” ma con ogni probabilità “la sensazione è che tale risultato possa essere in buona parte attribuito al sostegno dato al governo Monti”.


Nel complesso infatti, crolla la fiducia degli italiani nelle istituzioni e nella politica. Dalla ricerca è emerso un calo dal 62 al 44%. La sfiducia nei confronti delle istituzioni è salita dal 71,6% del 2012 al 73,2% di quest'anno. A perdere punti è proprio il sentimento di fiducia che gli italiani nutrono nei confronti del Governo e del Parlamento.