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Profumi, cosmesi e maketing olfattivo: intervista esclusiva ad Elena Zampori

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Redditometro, partono le prime lettere per i contribuenti a rischio evasione: come difendersi?

Processo Scazzi, pm: ergastolo per Cosima e Sabrina, nove anni per lo zio Michele


Ergastolo per Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri, accusate dell’omicidio (aggravato da motivi abbietti, minore età della vittima e legame di parentela) e del sequestro di Sarah Scazzi avvenuti il 16 agosto 2010 ad Avetrana.  E’ questa la condanna che i pubblici ministeri Buccoliero e Pietro Argentino hanno chiesto alla Corte d’Assise. Sabrina risponde anche di calunnia nei confronti di Maria Pantir, la badante di casa Scazzi. Nove anni di reclusione è la condanna richiesta per lo zio Michele Misseri, accusato di soppressione di cadavere e furto.  

I pm- "Un delitto per motivi abietti", ha detto il procuratore aggiunto di Taranto, Pietro Argentino, iniziando la sua requisitoria. "Sabrina stessa ammette che aveva scatti d'ira anche per cose non importanti. Lei non aveva solo risentimento nei confronti di Sarah perché avrebbe letto alla presenza di altri un sms di Sabrina riferito ad Ivano e per aver riferito al fratello Claudio del rapporto sessuale avuto dalla stessa Sabrina in auto con Ivano, ma anche rabbia perché Ivano l'avrebbe umiliata più volte pubblicamente". 

Molto dure le parole del pm Mariano Buccoliero un attimo prima delle richieste di condanna all'ergastolo: "La procura della Repubblica è costretta a chiedere queste condanne per le modalità dell'azione, la capacità a delinquere, i modi, i luoghi. Sarah è morta dove è stata cresciuta. E' entrata in quella casa per andare a mare, è uscita in lacrime, è stata ripresa in lacrime, riportata in casa in lacrime ed uccisa in lacrime. Lacrime che non hanno sortito alcun effetto". I pm hanno chiesto il massimo della pena per le due donne (con sei mesi di isolamento diurno ed interdizione perpetua dai pubblici uffici) per la gravità del danno, "togliere la vita ad una ragazzina di 15 anni, privare la madre persino della possibilità di andare a piangere su una tomba". 

Processo Ruby, pm: “ad Arcore collaudato sistema prostitutivo”. Berlusconi: “mai pagato donne”


Dura la requisitoria del pubblico ministero Antonio Sangermano nel processo Ruby, in cui l’ex premier Silvio Berlusconi risponde di concussione e prostituzione minorile. Si è chiusa l'istruttoria dibattimentale.  I giudici del tribunale di Milano hanno infatti respinto la richiesta di prove aggiuntive avanzate dalla difesa di Silvio Berlusconi. Venerdì la richiesta di condanna da parte del pm Ilda Boccassini.

Non erano cene eleganti, né spettacoli di burlesque, ma si trattava di un "collaudato sistema prostitutivo" di cui Ruby e la Minetti erano "parte integrante". Il tutto per "soddisfare il piacere sessuale" di Silvio Berlusconi. Così il pubblico ministero Antonio Sangermano ha iniziato la sua requisitoria. “Gli elementi di prova – esordisce il pm – convergono univocamente ad attestare la responsabilità dell'imputato”. 

Le tre fasi- Il sistema era "articolato in tre fasi: cena, bunga bunga e poi sesso a pagamento". "La cena, che talora vedeva già contatti di natura sessuale tra Berlusconi, Fede che era presente e intermediario, e le ragazze; il bunga bunga, che non è un'invenzione ma è stato così definito dalle ragazze, dove i momenti di natura sessuale diventavano più espliciti con spogliarelli e atti di natura erotica; la terza fase in cui alcune ospiti s'intrattenevano nella villa di Berlusconi, ottenendo un quid pluris economico, tanto da scatenare una competizione tra loro".

Ruby e Minetti parti integranti- "La minorenne Ruby era parte integrante del sistema di prostituzione di Arcore dove Silvio Berlusconi remunerava gli atti sessuali con soldi o benefit", ha ancora detto Sangermano. E anche Nicole Minetti lo era, e "svolgeva un ruolo particolarmente delicato compiendo ella personalmente atti prostitutivi" e facendo da "intermediatrice e agevolatrice dell'altrui prostituzione", ricavandone oltre a denaro anche "l'inserimento in politica". 


Usa, guarita bimba nata con Hiv grazie a cure precoci: verso la sconfitta totale dell’Aids?



Euforia ma anche molta cautela nella comunità scientifica per il caso della piccola bambina di due anni e mezzo del Mississippi, nata con il virus dell'Hiv, che può portare all'Aids (la sindrome da immunodeficienza acquisita), ma guarita dopo un trattamento farmacologico. Ne hanno parlato alla 20esima Conferenza sui Retrovirus e le infezioni opportunistiche (Croi) di Atlantan un team di ricercatori della Johns Hopkins, dell'Università del Mississippi e dell'University of Massachusetts . Si conta solo un precedente, ma è senza dubbio una novità interessante e una prova che l’Aids è una malattia in fase di sconfitta totale.

Appena nata, la bimba è stata presa subito in cura dai medici dell’ospedale della capitale dello stato e controllata dalla Johns Hopkins University di Baltimora che da tanti anni segue studi specifici sul virus Hiv ed è stata sottoposta alla terapia antiretrovirale, entro 30 ore dalla nascita. 
Si tratta del trattamento che normalmente si riserva a chi è già malato da tempo. La bambina è stata sottoposta a queste cure per più di un anno. Più precisamente, la piccola è rimasta sotto antivirali fino a 18 mesi, poi ha interrotto il trattamento. Dieci mesi dopo, ha subito ripetuti esami del sangue, senza che questi rilevassero la presenza di Hiv. Anche i test anticorpo-specifici hanno dato lo stesso risultato. I test sono stati svolti più volte, anche in laboratori differenti, proprio per fugare ogni dubbio. “L’osservazione durata 23 mesi ha mostrato un carico virale indefinibile, con meno di 20 copie per millilitro. Le analisi sono state ripetute, nell’ipotesi di un errore del laboratorio. Ma la ripetizione della prova, due settimane dopo, ha di nuovo dato lo stesso dato di 20 copie per millilitro”.

La7 venduta a Urbano Cairo, via libera dal Cda di Telecom Italia Media


“La7? Ho preso una bella patata bollente”.  Così ha commentato al microfono di Radio 24, Urbano Cairo, imprenditore piemontese ed editore, presidente del Torino, confermando l’acquisizione della rete televisiva di TI Media.

La vendita di La7 a Cairo Communication è andata quindi in porto. L'editore ha acquisito la rete televisiva per un milione di euro. “E’ fatta” aveva anticipato su Twitter Gad Lerner.
In tarda mattinata si è riunito il consiglio di amministrazione di Telecom Italia Media che è durato circa tre ore. “Il clima della riunione è stato sereno”, ha affermato Irene Bignardi, membro del board. Oltre alla decisione su La7, Sìsul tavolo del consiglio c’erano anche il bilancio 2012 e il piano industriale al 2015.

Il cda della società,"ha deliberato di dare mandato al presidente per finalizzare l’accordo con Cairo Communication e la sottoscrizione della documentazione contrattuale" si legge in una nota.

Prima del trasferimento della partecipazione, La7 sarà ricapitalizzata per un importo tale per cui la società avrà a quella data una posizione finanziaria netta positiva non inferiore a 88 milioni di euro.


Processo Scazzi, pm: Sarah uccisa per “scatto d’ira”, comune volontà omicida di Cosima e Sabrina


È ricominciato stamattina a Taranto il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi. Il pubblico ministero Mariano Buccoliero nella sua requisitoria ha ricostruito le fasi dell’uccisione della 15enne di Avetrana. ''Non fu un omicidio premeditato, ma uno scatto di ira'', sostiene il pm, spiegando anche Michele Misseri ha sempre mentito riguardo questo omicidio. Per il giudice: ''l'azione omicida fu uno strangolamento che è durato da tre a cinque minuti. L'una avrebbe potuto fermare l'altra. Ci fu invece una comune volontà omicida. Una la teneva e l'altra la strangolava".

Più precisamente, l’accusa ha fatto riferimento alla “farsa di Misseri”, alle testimonianze di Mariangela Spagnoletti, amica di Sabrina, alla signora Morleo, una vicina di casa e ai tabulati telefonici.
Da questi elementi, non si può che concludere che sia Sabrina Misseri che suo padre hanno mentito su tutto. 

Lo zio Michele, secondo il pm, non può aver assassinato Sarah: “Dovremmo ipotizzare che Misseri ha ucciso e nascosto il corpo in quattro minuti. È impossibile”. Secondo l’accusa invece Sarah Scazzi è stata uccisa prima delle 14.42, e a toglierle la vita sono state Sabrina Misseri e Cosima Serrano mentre Michele non era in casa. Successivamente,  il suo corpo è stato nascosto dallo zio in auto, che gettò il cadavere denudato della piccola in un pozzo in contrada Mosca.

Usa, esperimento fra due topi “telepatici”: inizia l’era del computer biologico


Distanti migliaia di chilometri, i due animali sono riusciti a comunicare via internet

Affascinante e sconvolgente allo stesso tempo. Due cervelli, di due creature viventi riescono a comunicare tra loro, alla distanza di 7.400 chilometri. Sembra fantascienza, invece è realtà. E’ il  risultato di un nuovo interessante studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports e condotto presso la Duke University di Durham (North Carolina) da un team di scienziati americani e brasiliani. L’esperimento è riuscito a dimostrare, grazie a due topolini cavia, che comunicare con il pensiero è possibile, anche a distanza. La notizia, finita in prima pagina sul Financial Times, sta rimbalzando sui giornali di tutto il mondo.
In sostanza, mentre il primo ratto da cui parte l’informazione (encoder) si trovava in Brasile, presso l’Istituto Internazionale di Neuroscienze a Natal, ed era portato a compiere una scelta tra due stimoli, un impianto registrava la sua attività cerebrale e inviava i segnali a un dispositivo simile nel cervello di un altro ratto (decoder), che si trovava in Nord America, a Durham. Il secondo topo poi svolgeva la stessa scelta durante la medesima attività.
Più precisamente, i ricercatori hanno inserito dei micro elettrodi nel cervello dei topi per registrare la loro attività cerebrale, specialmente nelle aree associate al prendere decisioni. Così facendo, i segnali cerebrali del primo topo sono stati mandati a un computer, che tramite fili ed elettrodi li ha trasmessi al secondo. Inizialmente i topi sono stati addestrati a reagire a un segnale luminoso: all'accendersi di una luce gialla, abbassando una piccola leva, il roditore otteneva l’acqua come ricompensa. Infatti, quando vedeva la luce, il primo topo si comportava come aveva imparato e otteneva da bere.


De Gregorio, “pronto” al carcere: la valanga è solo all’inizio, ora parlino Lavitola e gli altri


“Non sono stato reticente con i magistrati. E non lo sarò in futuro. Sono un uomo pericoloso, ma perché motivato. Se uno fa una scelta, va fino in fondo. Mi sottovalutavano in tanti. Errore" afferma l’ex senatore dell'Idv Sergio De Gregorio, che ha ammesso  di essersi fatto comprare da Berlusconi per 3 milioni di euro per far cadere il governo Prodi. "Il mondo è cambiato, la valanga è solo all'inizio, mi auguro che altri facciano la loro operazione verità", dice ancora  in un'intervista a La Repubblica , puntando poi il dito soprattutto su Valter Lavitola: "E' in carcere da quasi un anno, il suo silenzio è inutile e inopportuno. Il sacrificio di sapere che la tua famiglia soffre e tuo figlio cresce senza di te, non ha prezzo. Non c’è denaro che tenga". E poi insiste precisando che l’ex premier lo ha "deluso, amareggiato, ma non ho rancore". Poi incita anche gli altri a parlare.

Operazione Libertà- Preferisce non fare i nomi di altri ma ecco cosa dichiara: "certo vedevo un attivismo enorme. Berlusconi in quel periodo si occupava solo di quello", ossia dell’Operazione Libertà, il tentativo di carpire le volontà dei senatori ed offrire loro di passare al Pdl. “Tutte le riunioni a Palazzo Grazioli erano finalizzate all'obiettivo. Se ne occupavano in tanti. E Lavitola ha guadagnato le sue buone referenze nell'Operazione. Devo dire che l'unico a crederci era Berlusconi. Mi colpì Fini, rassegnato: 'Ma facciamoceli questi anni di opposizione. Io e Pier Ferdi, cinque anni, anagraficamente, li possiamo reggere'" ha aggiunto. 

“Non ho chiesto sconti ai magistrati, andrò serenamente agli arresti e rifletterò sul disvalore di alcune mie condotte” ha dichiarato inoltre De Gregorio al Tg La7. 


Berlusconi: cambiare la legge elettorale, poi subito nuove elezioni


Cambiare la legge elettorale e poi tornare al voto. A pochi giorni dalle consultazioni elettorali, Silvio Berlusconi fa il punto della complicata situazione in cui si trova l’Italia e sembra non avere alcun dubbio sulla necessità di fare quella riforma della legge elettorale che non è riuscita a vedere la luce nella precedente legislatura.

Dopo aver incassato il due di picche dal centrosinistra sull’ipotesi di costituire un governissimo sull’insolito asse Pd-PdL, il Cavaliere traccia così la strada che vuole percorrere il Pdl. Anche perché “L'Italia rischia molto”, afferma. 


Roma, assalto a portavalori e sparatoria: morto un rapinatore, ex brigatista


Terrore a Roma. Un portavalori della Fidelitas è stato assaltato in pieno centro da tre banditi. E' seguita una sparatoria con le guardie giurate e un rapinatore è rimasto ucciso. Un vigilante, ferito gravemente alle gambe e alle braccia, è stato trasportato all'ospedale San Giovanni, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Il bandito morto è Giorgio Frau, 56 anni, ex brigatista rosso. L'assalto è avvenuto poco prima delle 13 a pochi passi dalla basilica di Santa Maria Maggiore, , in via Carlo Alberto, all'Esquilino, vicino alla Stazione Termini, seminando il panico tra passanti e turisti. Molte persone si sono rifugiate nei negozi e dietro le auto. Spaventati anche tanti stranieri che si stavano dirigendo alla basilica.
I due rapinatori fuggiti a bordo di un’autovettura, molto probabilmente rubata, sono stati arrestati dai carabinieri nei pressi di Porta Maggiore. A fermare i due sono stati i militari del Nucleo radiomobile della capitale che avevano istituito posti di blocco in tutta la zona del centro dopo l’allarme dato al 112. Il bottino della tentata rapina si aggirerebbe intorno ai 200 mila euro. 

Berlusconi e i processi, diritti tv: “estraneo ad accuse”. De Gregorio? “costretto a mentire dai pm”


Gli impegni del Cavaliere sono davvero tantissimi in questo momento. Oltre alla delicata agenda politica che comprende l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, la necessità di trovare una maggioranza stabile per il Governo e la nomina del nuovo Presidente della Repubblica, Berlusconi si trova ad affrontare una scaletta processuale abbastanza impegnativa.

Processo Mediaset- L’iter prende ufficialmente il via stamattina, in Corte d’Appello, dove il procuratore generale Laura Bertolè Viale  ha chiesto la conferma della condanna a 4 anni di reclusione per Berlusconi per frode fiscale nella compravendita dei diritti tv Mediaset. La sentenza è stabilita per sabato 23 marzo. Per Fedele Confalonieri, invece, assolto in primo grado, è stata richiesta la condanna a 3 anni e 4 mesi di carcere.  Laura Bertolè Viale ha ribadito anche la richiesta di confermare la condanna già inflitta in primo grado all'uomo d'affari Frank Agrama, a tre anni di carcere, definendolo “l'alter ego e l'agente di Berlusconi”, il “socio occulto” del Cavaliere nella maxi truffa al fisco.

Dichiarazioni spontanee- Ecco allora che il Cavaliere, per la sua prima uscita pubblica dopo le elezioni, ha scelto proprio l’aula del tribunale milanese. Come è nel suo stile, Berlusconi invece di farsi interrogare, ha rilasciato dichiarazioni spontanee, attaccando prontamente i pm sia in aula che fuori. Parlando con i cronisti ha annunciato una manifestazione in piazza il 23 marzo ''contro l'attività di parte della magistratura''. C'è ''una parte di essa che utilizza la giustizia per combattere ed eliminare gli avversari politici che non si riescono ad eliminare con il sistema democratico delle elezioni. Che la nostra posizione sia forte nei confronti di una parte della magistratura che si comporta in questo modo è chiaro ed evidente e questa cosa l’ho già definita in maniera chiara: ho detto che è una patologia del nostro sistema, un cancro della nostra democrazia'', ha affermato.

WhatsApp, la privacy degli utenti è a rischio? Il Garante italiano chiede chiarimenti


Cosa accade ai dati degli utenti italiani? Vuole vederci chiaro il Garante italiano per la protezione dei dati personali a proposito di WhatsApp, il servizio di messaggistica per smartphone più popolare al mondo, che ha contribuito notevolmente al crollo dei tradizionali sms, raggiungendo a fine anno i 18 miliardi di messaggi scambiati. Anche in Italia l’applicazione ha un successo praticamente incontrastato.  E’ disponibile per iOS, BlackBerry OS, Android, Nokia, Windows Phone e Symbian. WhatsApp consente di scambiare non solo messaggi di testo con i contatti della propria rubrica, che a loro volta devono avere installato il programma sul loro dispositivo mobile, ma si possono instaurare anche chat di gruppo e spedirsi audio, video e immagini tramite connessione internet.

Sulla scia di notizie apprese negli ultimi mesi, il Garante ha scritto all’azienda californiana responsabile del servizio per assicurare agli utenti italiani la piena regolarità del servizio con le normative vigenti.

Così scrive il Garante: “L’intervento dell’Autorità trae origine dagli esiti di un recente rapporto dei Garanti per la privacy canadesi e olandesi dal quale sono emerse alcune caratteristiche nel funzionamento dell’applicazione sviluppata dalla società che potrebbero comportare implicazioni e rischi specifici per la protezione dei dati personali degli utenti. 

Giallo a Roma, ucciso con un colpo di pistola il fotografo dei vip Daniele Lo Presti


Il fotografo dei vip Daniele Lo Presti, collaboratore dell’agenzia LaPresse, è stato trovato morto ieri a Roma, ucciso con un colpo di pistola alla testa . In un primo momento si era pensato ad una caduta accidentale, forse dovuta ad un malore mentre faceva jogging. All’Istituto di medicina legale, è stato poi verificato che l'uomo è stato ferito mortalmente da un proiettile, che aveva ancora conficcato nel cranio. Il killer di Lo Presti deve averlo colpito alla testa frontalmente e, secondo i primi rilievi, da una distanza piuttosto ravvicinata. L'ipotesi su cui indaga ora la squadra mobile di Roma e il commissariato di Monteverde è quindi quella di omicidio.

Da quanto si è appreso, il fotografo stava facendo jogging insieme ad alcuni amici nella zona di Testaccio. Chi correva con lui lo avrebbe dapprima distaccato per poi accorgersi successivamente che era caduto. Uno dei suoi amici questa mattina ha detto che “è chiaro che Daniele era una persona che infastidiva per il lavoro che faceva, fatto di tanti scoop e foto clamorose. Secondo quanto raccontato, inoltre, “Daniele era amico di tutti, anche di alcuni vip come Fiorello, con cui aveva un bel rapporto”. A Roma viveva da solo e tra i fotografi veniva chiamato “Johnny”. 

“Paparazzo” di professione quindi, Lo Presti, aveva 42 anni ed è era originario di Vibo Valentia. Da una ventina d’anni viveva a Roma, ma viaggiava continuamente anche all’estero per il suo lavoro. 



Draghi: la disoccupazione è una tragedia, ridurla è una sfida urgente. A rischio il sistema europeo


"La disoccupazione è una tragedia" e la crisi sta "mettendo a rischio il sistema europeo”. Lo ha affermato il presidente della Bce, Mario Draghi, nel suo intervento all'Accademia cattolica bavarese a Monaco.

Nell'area dell'euro, ''quasi 19 milioni di persone sono disoccupate, più della popolazione dei Paesi Bassi'' ha sottolineato. Bisogna necessariamente ridurre la disoccupazione, tuona Draghi: “è una sfida urgente". Anche perchè "sperpera la vitalità dei nostri lavoratori. Si impedisce alle persone di svolgere un ruolo attivo e significativo nella società e questo induce un senso disperazione che prosciuga l'ispirazione dai nostri giovani". Così dicendo il numero uno dell'Eurotower  invita i Governi del Vecchio Continente ad attuare una serie di riforme fondamentali che spingano il potenziale delle loro economie e distruggano questa piaga sociale. 

Di conseguenza, per favorire la crescita economica la sola ''opzione sostenibile è la necessità di mantenere il modello sociale europeo. E questo è possibile soltanto continuando sul percorso delle riforme''. 

Perugia, maxi truffa ai finanziamenti regionali per le pmi: 5 denunciati


Truffa aggravata, insolvenza fraudolenta, occultamento e distruzione delle scritture contabili. Cinque amministratori di una società operante nel settore dell'intermediazione finanziaria, denunciati dalle forze dell'ordine, dovranno rispondere di questi reati. Questa la conclusione dell’attività investigativa della Guardia di Finanza di Perugia in materia di indebite percezioni di finanziamenti pubblici erogati dalla Regione Umbria per un valore di circa 600 mila euro.
Indagini- Più nel dettaglio, il nucleo di polizia tributaria di Perugia ha messo sotto controllo una società operante nel settore dell’intermediazione finanziaria. Dalle indagini è emerso che la società ha rilasciato, in favore della Regione, 40 polizze fideiussorie a garanzia di finanziamenti erogati a piccole e medie imprese per agevolare e favorire l’occupazione giovanile.
Recupero del contributo- In seguito al venir meno dei requisiti di legittimazione del finanziamento per alcuni soggetti beneficiari, la Regione aveva avviato  il recupero del contributo (mediante l’escussione delle predette polizze), che non è andato però a buon fine perché la società si era nel frattempo resa irreperibile.


Elezioni 2013, Regione Lazio: ecco la composizione del nuovo Consiglio


La Regione Lazio cambia volto. Con la vittoria netta di Nicola Zingaretti, che si è imposto sul candidato di centrodestra Francesco Storace con oltre 11 punti, ottenendo il 40,65% circa delle preferenze contro il 29,3% dell’ex governatore, i cittadini hanno chiaramente espresso il loro desiderio di cambiamento e di chiusura, una volta per tutte, con quegli scandali messi in atto da quei partiti che hanno “macchiato” in maniera indelebile l’immagine della regione. Al terzo posto c’è il Movimento 5 Stelle con Davide Barillari che si attesta al 20,2%, mentre la Lista civica di Giulia Bongiorno si ferma al 4,7%. Alessandro Ruotolo di Rivoluzione civile 2,2%. Stabilito quindi chi sarà il governatore, ora bisogna capire come sarà formato il Consiglio Regionale.

Novità, stabilità, discontinuità, buona politica. Questi i termini forti utilizzati dall'ex presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti durante la campagna elettorale e li ha ripetuti anche ieri, commentando la sua vittoria: "Sarò il presidente di tutti. E' una scelta politica che permetterà alla nostra Regione di riprendere il cammino verso la stabilità. La novità sono stati i tanti voti disgiunti - ha voluto sottolineare - Qui è passato un messaggio di fronte all'astensionismo e alla cattiva politica, qui ha vinto la buona politica che governerà per cinque anni questa Regione. E' stato un grande voto di discontinuità".

Ed è tenendo presente queste parole che si dovrà formare il nuovo Consiglio regionale del Lazio. Prima fra tutte, la discontinuità col passato. Sembra proprio che la promessa sia stata mantenuta. La composizione del Consiglio sarà ben diversa da quella della Giunta Polverini non solo per la nuova maggioranza di centrosinistra, ma anche per il ridotto numero di consiglieri e di gruppi regionali.

Per archiviare definitivamente la Pisana dei Fiorito e dei Maruccio, dal Consiglio spariscono i Verdi, i Radicali, l'Idv e l'Udc. In particolare, 28 seggi andranno al centrosinistra, 12 al centrodestra, 7 al Movimento Cinque Stelle e 2 alla Lista Bongiorno.


Confartigianato, carburante sempre più sporco: attenzione ai motori


Il carburante è sempre più caro e soprattutto sempre più sporco. Attenzione ai motori. La denuncia arriva dal Centro Studi di Confartigianato Motori attraverso il monitoraggio della propria rete di autoriparatori sul territorio nazionale.

Le riparazioni- Lo dimostrano i dati relativi agli interventi registrati sulle auto riparate dopo aver fatto il pieno con carburanti non adeguati. In base all’analisi, in alcune province italiane c'è stato un aumento di interventi pari anche al 30% in più rispetto all’anno precedente. Sono le province di Milano, Mantova e Vercelli quelle in cui c’è stato l’aumento più consistente di riparazioni. A Parma e Latina si sono registrati il 25% in più di interventi per pulizia filtri e rimozione acqua dal serbatoio delle vetture. Nelle province di Alessandria e Torino si sono riscontrati rispettivamente un più 20% e un più 10%. A Cosenza, Lecco e Agrigento gli interventi sono stati in linea con quelli dell'anno precedente.

Quali sono i fattori? Per prima cosa, come spiega Alessandro Angelone, consigliere nazionale di Confartigianato Autoriparazione, le auto nuove hanno centraline sofisticate e quindi sensibili a ogni variazione di carburante in misura maggiore rispetto ad auto meno moderne. 

Elezioni Regionali Lazio 2013: aggiornamenti in diretta

Aggiornamenti ore 23.00: Nicola Zingaretti è il nuovo presidente della Regione Lazio. Il responso arriva in tarda serata, a spoglio non ancora concluso, dopo un lento scrutinio iniziato alle ore 14. Secondo l'ottava e ultima proiezione dell'Istituto Piepoli per la Rai, Nicola Zingaretti (centrosinistra) e' al 38,9% mentre Francesco Storace (centrodestra) al 29%Seguono Davide Barillari (Movimento 5 Stelle) al 21,4%, Giulia Bongiorno (centro) al 5% e Alessandro Ruotolo (Rc) al 2,1%. La proiezione si basa su una copertura del campione del 94,4%.
Scrutinate 4.315 sezioni su 5.267: secondo i dati del Viminale, Zingaretti è al 40,88% a più di 10 punti di vantaggio su Storace che è al 29,08%. Barillari è al terzo posto con il 20,38%. Bongiorno è al 4,61%. Ruotolo al 2,15. Tutti gli altri non raggiungono l'1%. 
I commenti del neoletto Nicola Zingaretti: "Un risultato bellissimo"."Da oggi sarò presidente di tutti i cittadini e di tutte le cittadine", dice emozionato dal palco del suo comitato elettorale, dedicando la vittoria alla moglie e alle due figlie con lui sul palco. "E' una scelta politica che permetterà alla nostra Regione di riprendere il cammino verso la stabilità. La novità sono stati i tanti voti disgiunti - ha sottolineato - Qui è passato un messaggio di fronte all'astensionismo e alla cattiva politica, qui ha vinto la buona politica che governerà per cinque anni questa Regione. E' stato un grande voto di discontinuità".
 "Il mio primo atto in giunta sarà quello di preparare un pacchetto che segni una discontinuità netta con il passato. Sulla trasparenza, sui tagli ai costi della politica", ha aggiunto."Eredito una Regione in condizioni disastrose. Se fosse un'azienda sarebbe in default con 22 miliardi di debito, una situazione sociale drammatica, aggravata dalle nomine a pochi giorni dal voto che francamente è una storia triste. Vorremmo cambiare e cambieremo anche in questo" ha affermato Zingaretti a margine della conferenza stampa al comitato elettorale al Tempio di Adriano.
Il leader della Destra Francesco Storace è stato il primo ad ammettere la sconfitta: alle 19.42 ha chiamato Zingaretti "per fargli gli auguri doverosi per la responsabilità che lo attende". In poco più di 40 giorni Storace ha fatto quello che ha potuto, provando ad allontanare l'ombra del caso Fiorito e a risollevare le sorti della coalizione di centrodestra che i sondaggi davano in grossa difficoltà. 

Alitalia, conti in profondo rosso: incarico ad interim a Colaninno


Andrea Ragnetti ha rassegnato le dimissioni da Consigliere e Amministratore Delegato di Alitalia e di Air One, nonché da Direttore Generale di Alitalia. Le sue dimissioni, già preannunciate da diversi giorni, arrivano alla fine di una riunione fiume e nel giorno della diffusione dell'ennesimo bilancio che risulta essere in forte perdita.

Fino alla nomina di un nuovo Ad, spiega una nota del vettore aereo, il Consiglio di Amministrazione ha attribuito ad interim le deleghe al Presidente Roberto Colaninno. “Coadiuvato dai due vice presidenti Elio Catania e Salvatore Mancuso”, Colaninno curerà il processo di ricerca del nuovo amministratore delegato. 

Intanto si fa sempre più ampio il buco nei conti societari. Il gruppo chiude i conti del 2012 con una perdita netta pari a 280 milioni di euro, in forte aumento rispetto ai 69 milioni del 2011.


Elezioni politiche 2013: la coalizione di Berlusconi, aggiornamenti in diretta

Aggiornamento ore 00.30: meno di 150 mila voti dividono la coalizione del centrodestra da quella del centrosinistra alla Camera (scrutinate 60.841 sezioni su 61.446). Berlusconi è al 29,16%, Bersani al 29,56%.

Aggiornamento ore 23.03: attesa all'ultimo voto, Berlusconi con il 29,02% ad un passo da Bersani che è al 29,62%.

Silvio Berlusconi per ora tace, parlerà domani. Non nasconde comunque la soddisfazione ai suoi ospiti riuniti ad Arcore.
Angelino Alfano: nuove dichiarazioni. "E' chiaro che non c'è una maggioranza degli italiani a sostegno di Bersani". Poi ha aggiunto: "Durante la campagna elettorale ci siamo accorti del cambiamento di area. Ora siamo qui a constatare che siamo colazione di maggioranza relativa al Senato".
Aggiornamenti ore 22.00: la quarta proiezione dell'istituto Ipr per Mediaset vede affermarsi alla Camera la coalizione di centrosinistra (Pd-Sel e altri) con il 29,9%, mentre il centrodestra (Pdl-Lega e altri) è al 28,4%
Al Senato, nessuno avrebbe raggiunto la soglia dei 158 seggi per avere la maggioranza. Secondo la VII proiezione Istituto Piepoli per Rai (con copertura del campione 89,3%) al Senato la coalizione del centrosinistra è al 31%, la coalizione di centrodestra è al 30,4%Secondo la proiezione quindi, al Senato 113 seggi vanno alla coalizione di Centrodestra, 105 al Centrosinistra, 63 al Movimento 5stelle, 20 al centro con Monti per l'Italia.
Angelino Alfano: "Un risultato molto positivo, direi anche straordinario, del quale siamo molto soddisfatti".Così il segretario del Pdl commenta il risultato elettorale. "Un caloroso ringraziamento va nei confronti degli elettori che hanno creduto in noi" ha detto in conferenza stampa. "Ho sentito Berlusconi che ho ringraziato per la sua tenacia e per aver creduto nel successo. Noi oggi crediamo di essere la maggioranza relativa al Senato. Aspettiamo con serenità i risultati della Camera".
Aggiornamenti ore 20.00: inizia a farsi corposo il dato che emerge dallo scrutinio dei voti per la Camera dei Deputati, giunti a  25.930 sezioni su 61.446. I risultati ufficiali del Viminale premiano al momento il centrosinistra, che raggiunge il 31.4%, contro il 27.1% del centrodestra. Male la Lega Nord, sotto il 4%.

Lazio, Elezioni Regionali 2013: affluenza e aggiornamenti in diretta

Aggiornamenti ore 19.00: secondo i dati definitivi diffusi dal Viminale, ha votato il 72,11% (contro il 60,89% delle precedenti), confermando comunque l'aumento dell'affluenza. A Roma ha votato il 71,87% (59,19%).


Aggiornamenti ore 16.00: con la chiusura dei seggi sono giunti i primi instant poll. Per quanto riguarda il Lazio, sono state comunicate le percentuali riguardanti i principali candidati in lizza per la poltrona di Governatore. Il discorso sembrerebbe chiuso, con Nicola Zingaretti tra il 52 e il 54%, davanti e di molto a Francesco Storace, tra il 28 e 30% e Davide Barillaritra il 7 e 9%. Il condizionale è d'obbligo perchè bisognerà attendere domani per conoscere i risultati definitivi.
Lunedì 25 febbraio
Aggiornamenti ore 15.00: chiusi i seggi. Si conferma in aumento l'affluenza alle urne, anche per la giornata di oggi. Secondo i dati diffusi dal Viminale, ha votato il 74,21% (contro il 65,34% delle precedenti regionali). A Roma ha votato il 77,23% (contro il 65,09%). Per i risultati definitivi si dovrà attendere la giornata di domani, al termine delle operazioni di spoglio.
Domenica 24 febbraio
Aggiornamenti ore 22.00: si conferma in aumento l'affluenza per le regionali del Lazio rispetto alle precedenti. Alle 22 ha votato il 53,19% (contro il 43,39%). Le urne si riaprono domani, 25 febbraio, alle ore 7 e resteranno aperte fino alle ore 15.
Nella Capitale record di affluenza: ha votato il 53,95% (contro il 41,30% delle precedenti regionali).