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Disciplina e caratteristiche del fondo patrimoniale nell'ambito delle convenzioni matrimoniali.

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Cessazione del contratto di locazione e restituzione dell'immobile: validità dell'offerta non formale del conduttore.

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I difficili confini dell'infermità mentale nel diritto penale: tradizione e giurisprudenza d'avanguardia

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Profumi, cosmesi e maketing olfattivo: intervista esclusiva ad Elena Zampori

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Redditometro, partono le prime lettere per i contribuenti a rischio evasione: come difendersi?

Toyota, nel 2012 vendute 9,7 milioni di auto: è di nuovo leader mondiale

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Toyota torna ad essere leader mondiale. Nel 2012, grazie a un aumento delle vendite di quasi il 23%, il gruppo giapponese Toyota si riprende il primo posto fra i costruttori automobilistici mondiali, con 9,75 milioni di unità vendute. Dopo essere stata sul podio dal 2008 al 2010 e dopo il terribile terremoto con tsunami che colpì il Giappone nel 2011, la Toyota ha recuperato così bene da porsi in vetta alla graduatoria mondiale davanti alla General Motors, con 9,29 milioni di auto vendute, e al gruppo Volkswagen, salito a 9,07 milioni.


Frosinone, Fiorito prosciolto dall’accusa di tentata concussione

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Franco Fiorito è stato prosciolto dall’accusa di tentata concussione. La sentenza è stata procunciata dal gup del Tribunale di Frosinone, Annalisa Marzano, la quale non ha accolto la richiesta del rinvio a giudizio fatta dal pm Adolfo Coletta. Secondo il capo di imputazione, l'ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio nel 2004, nel periodo in cui era sindaco di Anagni, avrebbe chiesto ad un imprenditore (Raniero Savone), una mazzetta da 300 mila euro in cambio di una concessione per la realizzazione di un centro commerciale su un'area destinata invece a zona industriale.


Travolto dallo scandalo dei fondi Pdl alla Pisana, il Batman nei mesi scorsi aveva sempre respinto l’accusa. “Abbiamo documentato nel corso del procedimento che l'imprenditore in questione aveva cercato più volte di mettersi in contatto, invano, con l'allora sindaco di Anagni.

Eurispes, cala la fiducia degli italiani nelle istituzioni e nellapolitica: giù anche il Quirinale

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Persino il Quirinale dovrà fare i conti con una forte crisi di fiducia tra i cittadini. Un calo di ben 18 punti (dal 62,1% al 44,7%). E’ quanto sostiene l'ultimo “Rapporto Italia” dell’Eurispes, una ricerca condotta tramite questionari a metà gennaio 2013, di cui è stata fornita un'anticipazione e che sarà presentata il 31 gennaio alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dal suo presidente Gian Maria Fara. Questo è il dato che colpisce maggiormente, in quanto il capo dello stato, istituzione da sempre apprezzata dai cittadini, viene considerato solitamente un punto di riferimento, soprattutto nei momenti di difficoltà per la politica. "Siamo di fronte a una insoddisfazione che non ha precedenti nella storia recente italiana “ sostiene Fara. Dall’ Eurispes fanno sapere che “ancora non è chiaro se il Capo dello Stato sia entrato nella spirale della sfiducia, ormai strutturale, che gli italiani nutrono nei confronti dell'intero sistema politico” ma con ogni probabilità “la sensazione è che tale risultato possa essere in buona parte attribuito al sostegno dato al governo Monti”.


Nel complesso infatti, crolla la fiducia degli italiani nelle istituzioni e nella politica. Dalla ricerca è emerso un calo dal 62 al 44%. La sfiducia nei confronti delle istituzioni è salita dal 71,6% del 2012 al 73,2% di quest'anno. A perdere punti è proprio il sentimento di fiducia che gli italiani nutrono nei confronti del Governo e del Parlamento.



Wwf, basta l’1% del suolo globale per ottenere il 100% di energia solare

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La tutela dell’ambiente e lo sviluppo delle fonti rinnovabili devono “viaggiare” in parallelo per assicurare un futuro al nostro pianeta. Dato che i cambiamenti climatici minacciano le persone e il mondo naturale, diventa più che mai importante attivare investimenti e misure in tecnologie energetiche rinnovabili al fine di garantire un rapido switch del paradigma energetico. Malgrado ciò, pare che in Italia continuino a prevalere gli interessi degli idrocarburi, tant’è vero che al World Future Energy Summit, il più importante incontro annuale al mondo dedicato a promuovere l’energia futura, l’efficienza energetica e le tecnologie pulite (tenutosi ad Abu Dhabi dal 15 al 17 gennaio 2013) non c’era nessun esponente politico a rappresentare il Paese, ma solo aziende e associazioni industriali. Lo ha affermato Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf Italia, secondo cui “l'esigenza di porre l'efficienza energetica e le rinnovabili al centro del futuro sviluppo economico e industriale sembrano praticamente assenti dalle agende elettorali del nostro Paese”. Durante la tre giorni negli Emirati Arabi Uniti l’associazione ambientalista ha presentato il suo “Atlante del Fotovoltaico” (Solar PV Atlas: Solar Power in Harmony with Nature - Towards 100 per cent renewable Energy), uno nuovo studio che “dimostra che se anche tutta l'elettricità dovesse essere generata unicamente con il fotovoltaico questo occuperebbe, contrariamente a quanto si pensa, un ammontare insignificante della superficie totale del suolo”, pari infatti all’1%.


Elezioni 2013, la campagna elettorale si fa su Internet: la gestione del politico 2.0


Campagna elettorale ed Internet: un binomio oggi indissolubile. Con il web si riesce a fare quello che non era possibile fare con i media tradizionali: dialogare con gli elettori, attraverso un coinvolgimento diretto e attivo del cittadino nel processo decisionale. Grazie agli strumenti interattivi che offre il cyberspazio, la distanza tra politici ed elettori si è ridotta drasticamente, portando anche ad  un notevole ampliamento del bacino di utenza. Una bella sfida da raccogliere per l’uomo politico, ma anche un’interessante opportunità che oggi non può non sfruttare. Molti infatti si stanno adeguando. Secondo uno studio del Digital Policy Council che ha preso in considerazione 164 Paesi, circa il 75% dei leader politici ha un account su un social network, rispetto al 42% del 2011.

Se l’Italia è stata finora indietro nell’utilizzo del web in politica, per le prossime elezioni sembra che la rete, soprattutto attraverso i social network, con Twitter in testa, sia diventata il vero campo di battaglia. Un po’ per cultura, un po’ per i ritardi nell’innovazione tecnologica e per la presenza dell’infrastruttura banda larga, per cui secondo l’Onu l’Italia è in caduta libera al 29° posto su 155, solo ora ci stiamo adeguando alle novità e al resto del mondo. E se gli Stati Uniti con Barack Obama hanno fatto da apripista per quanto riguarda la capacità di capire e sfruttare le potenzialità dell’online, ora la tendenza sta cambiando anche in Italia e i nostri politici si stanno adattando.

Il linguaggio di Internet- Comunicare attraverso i mass media o su Internet non è però la stessa cosa e i politici devono impararlo. Ogni medium ha il suo linguaggio e le sue strategie. E’ noto che i mezzi di comunicazione di massa hanno svolto, fin dall’inizio del XX secolo, un ruolo dominante nella costruzione dell’opinione pubblica e per il loro delicato ruolo di “watchdog”, sono stati e sono tuttora uno strumento fondamentale per il funzionamento delle democrazie occidentali. A differenza però di stampa, tv e radio, Internet, pur svolgendo la stessa funzione di controllo, aggiunge qualcosa in più e favorisce lo sviluppo di una comunicazione interattiva, dove l’informazione si trasmette in senso orizzontale e la conoscenza si forma dallo scambio di opinioni. Con il web 2.0 e 3.0 si creano nuovi spazi sociali: le agorà virtuali sono in continua crescita soprattutto tra i giovani, che non mancano di criticare (anche duramente) i politici. Questi non possono più ignorarli: devono frequentare i nuovi spazi, ascoltare e dialogare con gli utenti. Non dobbiamo credere però che la rete soppianterà gli altri media, ma piuttosto ci lavorerà insieme. La tv rimane lo strumento centrale per la comunicazione politica, soprattutto in Italia.



Redditometro, oltre 100 voci di spesa sotto la lente del Fisco


Era stato già detto quasi tutto, eppure da quando è uscito in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo del nuovo redditometro, lo strumento di accertamento sintetico a disposizione del Fisco per combattere l’evasione fiscale, piovono critiche e polemiche di vario tipo, più o meno plausibili. In grado di valutare la rispondenza tra dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche e tenore di vita, il redditometro entrerà a pieno regime da marzo, per essere applicato agli anni d'imposta a decorrere dal 2009.  Farà uso di oltre 100 voci di spesa che assurgono a indici di capacità contributiva, ossia certificano la corrispondenza tra spese sostenute e reddito dichiarato dal contribuente. Il Decreto individua “il contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva sulla base del quale (….) può essere fondata la determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche” (art.1, comma 1). In sostanza, indica quali sono le spese degne di attenzione, da confrontare con i redditi dichiarati, per comprendere se il contribuente ha avuto un tenore di vita adeguato a quanto esposto o se è necessario effettuare approfondimenti (nel caso vi fossero uscite significativamente superiori).


Gli elementi indicativi di capacità contributiva (tabella A allegata al decreto), sono suddivisi in due macro categorie (consumi e investimenti) e comprendono la quasi totalità degli aspetti della vita quotidiana: dall’abitazione alla sanità, dai trasporti all’istruzione, dalle spese sostenute per i giochi, abbonamenti tv, attività sportive e culturali, ai costi per l’acquisto di beni mobili più o meno durevoli (elettrodomestici e arredi, cibo e abbigliamento) fino a quelli per il benessere.