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Coca-Cola: arrivano le lattine personalizzate, al via la campagna contro l’obesità

Una campagna di marketing senza marchio, stop agli spot indirizzati agli under 12 e infine una campagna contro l’obesità. E’ quanto si propone di fare la Coca-Cola, in occasione del suo 127esimo anniversario.
Per la prima volta in Italia, l’azienda presenta “Condividi una Coca-Cola”: un progetto che, nei prossimi mesi, a partire da metà maggio fino ad agosto, sostituirà il celebre logo con nomi di battesimo, nomi generici, soprannomi e modi di dire fra i più diffusi tra i giovani dai 13 ai 19 anni in Italia. Una campagna di personalizzazione mai realizzata in Europa, per cercare di “essere sempre più vicini al nostro pubblico e diventare, sempre più, la bevanda di tutti”, spiega Fabrizio Nucifora, direttore Marketing di Coca-Cola Italia.
Il logo, in realtà, non scomparirà del tutto dalla lattina o dalla bottiglia, ma sarà 
ridotto sensibilmente proprio per lasciare spazio alla personalizzazione del prodotto. “Attraverso Condividi una Coca-Cola vogliamo ringraziare chi da sempre ama il nostro brand e i suoi prodotti, perché sono proprio i nostri fan i veri protagonisti ed artefici del successo dell’azienda” ha detto ancora Nucifora.
Circa 350 milioni saranno le bottiglie e le lattine personalizzate che produrranno i sette stabilimenti italianie che saranno acquistabili al normale prezzo di vendita. L’obiettivo dell’azienda è quello di incoraggiare i consumatori italiani, e soprattutto i giovani, a condividere il prodotto Coca-Cola, sfidandoli a trovare la confezione personalizzata che riporta il proprio nome, o quello del miglior amico o fidanzato.
Non è la prima volta che la Coca Cola lancia nel nostro Paese campagne di marketing non convenzionale, dirette in particolar modo agli adolescenti. Un esempio sono le app e i giochi on line sui siti “The ahh effect”, un progetto pensato per mettere in risalto il verso tipico di chi beve questa bevanda (“ahh”). In sostanza, il messaggio promozionale è stato inserito su ben 61 siti internet collegati tra loro, creando 61 giochi online, a partire dal dominio www.ahh.com. fino al dominio che ha tutte le 61 H. Ad oggi gli Url attivi sono 17, ma altri 25 saranno presto messi on line e saranno riservati alle migliori idee in arrivo dal pubblico.
Un’idea originale, pensata per un pubblico giovane e ottimizzata per i cellulari, in un’ottica mordi e fuggi tipica di tante mobile app. Infatti, i giochi non sono collegati tra di loro, non esiste una storytelling.
La personalizzazione delle bottiglie è però una novità, anche per il resto dell'Europa. Una campagna di marketing davvero geniale, che colpirà nel segno. Una bella iniziativa, che rafforzerà la fedeltà del cliente al brand e l’identificazione con esso.

Nuova Zelanda, morta donna di 30 anni per overdose di Coca Cola


In Nuova Zelanda una donna è morta per un'overdose di Coca Cola. Lo ha stabilito il coroner, il magistrato incaricato di accertare le cause di morte, mettendo sotto accusa la bibita dalle bollecine più famose al mondo.
Una donna di 30 anni, Natasha Harris di Invercargill, madre di 8 figli, morta nel febbraio 2010, aveva sviluppato dipendenza dalla Coca Cola ed è morta per averne bevuta troppa, stroncata da un attacco di aritmia cardiaca.
Secondo i risultati dell’inchiesta, la donna beveva fino a 10 litri di Classic Coke al giorno, pari a 970 mg di caffeina al giorno, più del doppio del limite sicuro di caffeina e quasi un chilo di zucchero, oltre 11 volte la quantità  limite di zucchero consigliata. Nel complesso, un consumo di oltre 24 mila litri in 8 anni. 
Il verdetto, destinato a far discutere e ad avere risonanza mondiale, ha stabilito che la donna non sarebbe morta se non fosse stato per la dipendenza dalla bevanda.